#SummerMEMIS: intervista alla Bottega del Terzo Settore

Qualche domanda a Micaela Gasparrini, Presidente della Bottega del Terzo Settore e dell’Associazione I Girasoli, tra le realtà testimoni alla Summer School MEMIS.  

 

Che ruolo hanno realtà come l’Associazione I Girasoli e la Bottega del Terzo Settore nella quotidianità del territorio in cui operano? Che risposte avete dalla cittadinanza e dalle istituzioni?

Le associazioni come I Girasoli e la Bottega del Terzo Settore in questi ultimi anni hanno un ruolo rilevante in quanto vanno a coprire servizi che gli enti pubblici non sono più in grado di erogare per mancanza di risorse. I Girasoli ad esempio, lavorando nel settore giovani, creano opportunità agli stessi facilitando la loro mobilità all’estero e quindi offrendo loro la possibilità di confrontarsi con coetanei e con ciò che avviene in altri paesi. Si parla di cittadinanza attiva, di costruzione di cittadinanza europea, di valori, di rafforzamento di capacità linguistiche. Il tutto attraverso l’utilizzo dei fondi Erasmus+, da cui gli enti pubblici, ad esempio, avrebbero difficoltà ad attingere. Stesso ragionamento ad esempio sul settore anziani. Gli enti locali non hanno risorse da destinare ad attività di socializzazione, di cui invece gli anziani hanno bisogno in quanto più longevi e, soprattutto, se consideriamo i piccoli comuni montani del nostro territorio, non in grado di offrire altre opportunità. Rispetto alla risposta dalla cittadinanza e dalle istituzioni, essa è piuttosto alta: i giovani ed anziani partecipano numerosi e gli enti locali sono sempre disposti a collaborare, non con risorse economiche, ma con la messa a disposizione di spazi e la diffusione sul loro territorio delle diverse attività

 

Quanto è importante la conoscenza delle dinamiche locali per poter portare avanti attività come le vostre? In che modo è possibile inserirsi in esse? Può farci un esempio di “resilienza” vissuto in prima persona?

E’ fondamentale conoscere la realtà locale, i suoi attori e le interazioni tra attori pubblici e privati. Senza un’analisi del contesto territoriale, dei servizi già presenti si rischia di proporre attività che non saranno utilizzate. La costruzione di reti e di partnership è fondamentale per le nostre attività sia con i soggetti privati che con quelli pubblici. I nostri progetti sono sempre progetti in rete e che partono dal basso, cioè dalle esigenze vere del territorio. Un caso di resilienza che abbiamo vissuto con molta soddisfazione è quello dei piccoli gruppi di anziani, in paesini di meno di 1000 abitanti, dove non esisteva alcuna attività sociale, che hanno saputo autorganizzarsi per proseguire le attività di incontri, di vita comune, anche dopo il nostro intervento.

 

Che consiglio darebbe ai partecipanti della Summer School MEMIS?

Per nostra esperienza è necessario essere sempre vicini alle esigenze vere del territorio per dare risposte concrete ai bisogni. Le teorie vanno bene, ma devono essere sempre contestualizzate alla realtà specifica.

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